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    April 15

    L'EUROPA DA CONQUISTARE E 22 UOMINI CHE COMBATTONO TRA LORO

    4-4.. sembra un punteggio tennistico, ma in realtà è il tabellino di una partita di ieri, ma che dico partita..PARTITA con tutte le lettere maiuscole, è Chelsea Liverpool di ieri, giorno 14 aprile 2009, una delle partite sicuramente più belle e spettacolari che il calcio e il mondo intero abbia mai visto, il che ovviamente sancisce il passaggio dei Blues al secondo turno grazie a un risultato di 7 a 4 che sicuramente è uno spettacolo per gli occhi,

    Andiamo con un breve telecronaca..

    Chelsea con l'eroe di coppa Ivanovic protagonista all'andata con una doppietta, e solito 4-3-3 con Lampard vertice alto a sostegno di Drogba e alle ali Kalou e Malouda..

    Liverpool invece che scende in campo con il 4-2-3-1 Torres unica punta con Gerrard Kuyt e Benayoun con l'ottimo Agger sempre più oggetto misterioso e in aria di divorzio con il Liverpool...

    19' gol di Aurelio su punizione e mega papera di Cech..

    28' rigore per il Liverpool parte Xabi Alonso ed è gol!!! 2 a 0 e vantaggio rimontato in questo momento passa il Liverpool

    51' 2 a 1... Chelsea accorcia le distanze con didier drogba..

    57' 2-2 Alex punizione da 30 metri

    76' 3 a 2 Lampard gol dal limite dell'aria piccola su assist di Drogba..

    81' 3 a 3 Lucas altro tiro da 30 metri e pareggia.. roba da matti

    83' 3 a 4 di Kuyt su assist di Riera insacca

    89' 4 a 4 Lampard pareggia su assist di Anelka e gran gol di destro..

    Non meno importante l' 1 a 1 di Bayern e Barcellona con Ribery e Keita in gol, che però è figlio di un risultato lo( schiacciante 4 a 0 all'andata con una splendida prestazione del trio Eto'o Messi ed Henry) che ha necessariamente influenzato l'andazzo di una gara pressocchè inutile ai fini della qualificazione.

    E oggi altre 2 gare con Porto Manchester United che all'andata hanno visto un ottimo Porto pareggiare 2 a 2 all'OLD TRAFFORD e Arsenal Villareal conclusa con un' 1 a 1 all'andata che al momento premiano la squadra di Wenger grazie ai gol in trasferta.

    Passo adesso a ricordare il ventesimo anniversario dalla tragedia di Hillsborough citando per intero l'articolo della Gazzetta di quest'oggi per non dimenticare una tragedia che ha dell'incredibile. Arrivederci a tutti e Buon calcio da Maverick.

    "MILANO, 15 aprile 2009 - Steven Gerrard aveva solo 8 anni quando da Sheffield cominciarono ad arrivare le prime terribili notizie. Andò a letto piangendo e pregando che le cose non peggiorassero ulteriormente. Ma la notizia più brutta sarebbe arrivata solo l'indomani: a Hillsborough aveva perso la vita anche il piccolo Jon-Paul, 10 anni, la più giovane delle vittime di quella tragedia, cugino dell'attuale capitano del Liverpool. "Ogni volta che scendo in campo penso a Jon-Paul", ha scritto nella sua autobiografia il fuoriclasse inglese. “E' difficilissimo vivere e fare il calciatore sapendo che tuo cugino ha perso la vita proprio durante una partita di calcio – ha poi dichiarato il capitano del Liverpool a Sky - Sento un dovere morale nei suoi confronti e nei confronti di tutta la nostra famiglia che non mi ha mai ostacolato, anche se vedermi in campo riapre ogni volta una terribile ferita". IL RICORDO - Mercoledì, giorno del ventesimo anniversario, Steven Gerrard sarà lì, con i compagni di oggi e le leggende di allora, a ricordare quel drammatico giorno che ha cambiato la storia del Liverpool e del calcio inglese. Era il 15 aprile 1989: a Hillsborough, lo stadio dello Sheffield Wednesday, è in programma la semifinale di FA Cup tra Liverpool e Nottingham Forest (è tradizione che si giochi in campo neutro). Sono i bui anni Ottanta, quelli delle stragi di Bradford e dell’Heysel, con conseguente esclusione dei club inglesi dalle coppe europee. A Sheffield accorrono migliaia di tifosi Reds per seguire quella leggendaria squadra nella corsa all’ennesima finale di Coppa d’Inghilterra. Ma qualcosa va storto. Molti tifosi arrivano in ritardo allo stadio, complici alcuni lavori lungo le autostrade. L'assalto alla Leppings Lane, la curva destinata ai tifosi del Liverpool, è a dir poco caotico, si sono venduti troppi biglietti e molti tifosi sono comunque andati allo stadio pur sprovvisti di tagliando. La polizia fatica a gestire l’afflusso dei tifosi. QUEL GIORNO MALEDETTO - Poi gli errori fatali: per evitare incidenti fuori dallo stadio la polizia apre un secondo ingresso che porta in quella maledetta curva. La folla si accalca e schiaccia i tifosi contro le recinzioni dello stadio, nessuno cerca di condurre i tifosi nei settori laterali della Leppings Lane, ancora semi-vuoti. La polizia, ossessionata dal pericolo hooligans e dall'imperativo di evitare l'invasione di campo e un eventuale scontro con i tifosi del Nottingham, in un primo momento impedisce la fuga degli spettatori sul campo. La partita inizia ma dura solo 6', quando finalmente ci si rende conto di quanto stava accadendo. Ma è troppo tardi: muoiono 96 tifosi, 766 rimangono feriti. IL RAPPORTO TAYLOR - Una strage che ha cambiato il volto del calcio inglese. Dopo quei fatti il governo inglese istituisce una commissione presieduta dal giudice Peter Taylor. Verrà redatto il "rapporto Taylor" che portò alla trasformazioni degli stadi inglesi, ora tutti con posti a sedere e condizioni di sicurezza ottimali. Continua, invece, la battaglia dei supporter del Liverpool perchè sia fatta giustizia ("Justice for the 96") dopo che la polizia era stata assolta da qualunque colpa per quanto accaduto a Hillsborough. ARSENAL - Per la cronaca quel grandissimo Liverpool sarebbe poi andato a vincere la Coppa d'Inghilterra (3-2 all'Everton al termine di una indimenticabile finale), ma avrebbe perso il titolo nel recupero della partita con l'Arsenal rinviata a fine campionato proprio a causa della strage di Sheffield. Vinsero i Gunners con un gol di Michael Thomas ("the history man") allo scadere, trionfo immortalato da Nick Hornby nel suo "Febbre a 90°". Un anno incredibile e maledetto per il Liverpool, una squadra, come dice Gerrard, "che lotta sempre, fuori e dentro il campo". Una squadra unica che non camminerà mai da sola." (Gazzetta dello Sport)

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